Olympos

E' un'emozione nuova ogni volta vederlo fare capolino tra le vette dell'isola. Arroccato sulla ripida montagna con grazia e incredibile maestrìa.

 

Olympos, chiamato dai suoi abitanti "Olymbòs", conta poche centinaia di anime, che nei mesi invernali si riducono a poche decine, lasciando la pace a regnare sovrana in questo luogo lontano. Le tradizioni e i costumi si sono mantenuti per centinaia di anni, anche se ad oggi anche le signore più anziane sono aperte alle sempre più frequenti comitive turistiche che visitano il villaggio da Giugno a Settembre.

Fino a pochi anni fa era comunità del tutto indipendente dal resto dell'isola, con risorse agricole autoprodotte, in contatto esclusivamente con i vicini villaggi di Avlona e Diafani. Dal 2012 è rientrato ufficialmente nell'amministrazione centralizzata dell' isola, obbligando la popolazione a stringere rapporti, prima completamente assenti, con il capoluogo Pigadia.  Rimane comunque una comunità a sè stante in fatto di tradizioni, usanze, dialetto ed economia. 

 

La caratteristica che contraddistingue Olympos, specialmente nelle raffigurazioni pittoriche, è la presenza dei tipici mulini a vento, simbolo di un paese perennemente accarezzato dal vento.

Qui sono reperibili specialità culinarie come il miele di Sarìa, le spezie e i filati fatti a mano dalle signore del posto. E' di dovere assaggiare il pane artigianale dei forni sparsi per le vie, dal tipico colore bruno, ricoperto di semi di sesamo, fragrante e dal profumo delicato dei chiodi di garofano.